Ghoete a Bagheria

Era la Pasqua del 1787 quando il poeta Johann Wolfang Goethe, accompagnato dal pittore e paesaggista Kniep, visitò Villa Palagonia. Pur rimanendo fortemente disgustato alla vista della villa il poeta dedicò ad essa numerose pagine dei suoi appunti e, prima ancora del rientro in patria, grazie alle sue lettere, la sua descrizione si diffuse alla corte di Weimar del duca Karl August e nel salotto della sua amica Charlotte von Stein. Goethe ebbe modo anche di incontrare il principe Francesco Ferdinando Gravina II e lo descrisse come ''un signore allampanato, un vegliardo solenne e grave, tutto azzimato ed incipriato'', un nobiluomo vecchio stampo insomma, almeno all'apparenza. In realtà, il principe si discostava non poco dai nobili che lo circondavano.Molti storici e critici dell'arte hanno voluto vedere in lui un precursore dell'arte surrealista mentre i suoi contemporanei lo giudicarono più semplicemente ''pazzo''. La fama di Villa Palagonia comunque, era già grande quando  il poeta Goethe la visitò, infatti nove anni prima erano iniziate le descrizioni di viaggiatori stranieri, come gli inglesi  P. Brydone,  H. Swinburne, del conte polacco M. De Borch e del francese architetto ed incisore Houel il quale affermava senza mezzi termini di ''aver visitato il palazzo più originale che esiste al mondo e già famoso in Europa a forza di stranezze...'' . Da allora il palazzo è stato visitato da innumerevoli uomini illustri e utilizzato anche, nell'ultimo secolo, per fare riprese cinematografiche.

La Villa Dei Mostri ( Bagheria ) Villa Palagonia

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